Ero povero ma disertore

Ero povero ma disertore
e disertai dalle mie frontiere
e Ferdinando l'impe-, l'imperatore
che mi ha perseguitą.

Valli e monti ho scavalcato
e dai gendarmi ero inseguito
quando una sera mi addo-, mi addormentai
e mi svegliai incateną.

Incatenato le mani e i piedi
e in tribunale mi hanno portato
ed il pretore mi ha do-, domandato
perchč mai sei incateną.

Io gli risposi francamente
camminavo nella foresta
quando un pensiero mi venne, mi venne in testa
di non fare mai pił il soldą.

Caro padre che sei gią morto
e tu madre che vivi ancora
se vuoi vedere tuo figlio alla tortura
condannato senza ragion.

O compagni che marciate
che marciate al suon della tromba,
quando sarete su la, su la mia tomba
griderete pietą di me.

 

La me nona l'č vecchierella

La me nona l'č vecchierella,
la me fa ciau, la me dis ciau,
la me fa ciau, ciau, ciau,
la me manda a la funtanella
a tor l'acqua per desinar.

Funtanella mi no ghe vago,
perchč l'acqua
la me pol bagnar, bagnar.
Ti darņ cinque scudi
perchč l'acqua la te pol bagnar.

Cinque soldi l'č assai denaro,
perchč l'acqua
la me pol bagnar, bagnar.
Allora corro a la funtanella
a tor l'acqua per desinar.

 

La nella valle

La nella valle c'č un'osteria,
č l'allegria, č l'allegria:
lą nella valle c'č un'osteria
č l'allegria di noi alpin.

E se son pallida
nei miei colori
non voglio dottori,
e se son pallida
come 'na strassa,
vinassa, vinassa
e fiaschi de vin.

Lą sul Cervino c'č una colonna,
č la Madonna, č la MAdonna,
lą sul Cervino c'č una colonna,
č la Madonna di noi alpin.

E se son pallida...

 

 

 

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